
Che cosa è cambiato nelle regole delle garanzie statali
Il 13 agosto 2026 il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato sul proprio portale istituzionale gli schemi tipo per le garanzie finanziarie relative ai bandi per l’agrivoltaico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa pubblicazione rappresenta un passaggio procedurale determinante: definisce i modelli contrattuali con cui gli sviluppatori devono depositare le fideiussioni bancarie o le polizze assicurative a prima richiesta per confermare i progetti ammessi nelle graduatorie ufficiali.
I modelli approvati disciplinano due distinte tipologie di garanzia economica:
- Garanzia di realizzazione degli investimenti: è una fideiussione obbligatoria per tutti gli impianti ammessi a finanziamento. Serve a garantire allo Stato che la società realizzerà l’impianto agrivoltaico e lo metterà in funzione entro il termine perentorio di 24 mesi dalla stipula della convenzione.
- Garanzia per l’erogazione dell’anticipazione: è una polizza accessoria e facoltativa, indispensabile qualora il soggetto beneficiario intenda richiedere al Gestore dei Servizi Energetici un acconto iniziale fino al 30% del contributo a fondo perduto assegnato.
L’aspetto operativo di maggior rilievo è la fissazione di una finestra temporale inderogabile per il deposito telematico. Tutte le garanzie dovranno essere caricate esclusivamente tramite la piattaforma digitale centralizzata denominata Gestione Integrata Garanzie e Accordi (GIGA) a partire dal 15 settembre 2026 ed entro e non oltre le ore 12:00 del 15 ottobre 2026.
Questo termine è perentorio a livello amministrativo. La mancata presentazione della fideiussione conforme agli schemi tipo entro la scadenza del 15 ottobre comporta la decadenza automatica dall’ammissione alla misura e la perdita definitiva dei contributi a fondo perduto e delle tariffe incentivanti.
Chi è interessato e quali contratti d’opzione coinvolge
Il provvedimento non riguarda soltanto gli uffici finanziari delle aziende energetiche, ma incide direttamente sui proprietari di terreni agricoli che negli ultimi mesi o anni hanno sottoscritto promesse di vendita, contratti preliminari o contratti di opzione per la costituzione del diritto di superficie finalizzati alla realizzazione di parchi agrivoltaici.
La quasi totalità dei contratti preliminari firmati nelle campagne italiane include specifiche clausole di efficacia condizionate all’ottenimento delle autorizzazioni e all’assegnazione dei bandi pubblici. Quando un terreno agricolo viene opzionato per un impianto agrivoltaico, l’accordo resta spesso sospeso per mesi in attesa che lo sviluppatore superi la fase di qualifica e dimostri la sostenibilità economica del progetto.
La finestra di deposito delle garanzie tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2026 rappresenta il vero banco di prova per i contratti d’opzione in corso. Gli sviluppatori che possiedono solidità patrimoniale e accordi con primari istituti di credito otterranno le fideiussioni bancarie necessarie per blindare l’investimento. Al contrario, gli operatori privi di capitali sufficienti o con progetti meramente speculativi non riusciranno a sostenere i costi di emissione delle garanzie, andando incontro alla revoca ministeriale.
Per il proprietario terriero questa scadenza stabilisce un confine chiaro:
– se la società energetica deposita regolarmente la garanzia, il progetto acquisisce certezza finanziaria e i termini per l’apertura del cantiere diventano imminenti;
– se la società non presenta la garanzia entro il 15 ottobre 2026, l’intero iter decade e il proprietario ha il diritto di chiedere lo scioglimento dei vincoli sul fondo.
Effetti pratici ed economici sul canone e sul terreno agricolo
Sul piano economico e patrimoniale, la pubblicazione degli schemi di garanzia accelera due momenti contrattuali fondamentali per la gestione del fondo: l’esercizio dell’opzione con la stipula del rogito notarile definitivo e l’avvio della corresponsione dei canoni per ettaro.
Nei contratti standard per l’agrivoltaico, la stipula dell’atto notarile per il diritto di superficie è solitamente subordinata alla chiusura positiva delle graduatorie e alla conferma degli incentivi. Con il deposito della fideiussione bancaria al Gestore dei Servizi Energetici, decadono le principali riserve dello sviluppatore. Il proprietario terriero può quindi pretendere la convocazione davanti al notaio per la firma del contratto definitivo e la liquidazione della prima annualità del canone d’affitto, che per gli impianti agrivoltaici si attesta storicamente su valori compresi tra 2.500 e 4.500 euro all’anno per ogni ettaro impegnato.
Esiste tuttavia una distinzione essenziale che ogni coltivatore deve comprendere: la garanzia presentata al Gestore dei Servizi Energetici tutela unicamente l’interesse pubblico al completamento dei lavori e non protegge in alcun modo il patrimonio privato del proprietario del terreno.
La fideiussione statale copre la realizzazione dell’opera e il rispetto dei tempi del piano europeo, ma non risponde di eventuali danni arrecati alle particelle catastali, del mancato pagamento dei canoni annuali né delle spese di smantellamento al termine dei trent’anni di concessione. Inoltre, poiché l’agrivoltaico impone per legge il mantenimento della produzione agricola sul suolo sottostante con il controllo delle rese colturali, il contratto privato tra le parti deve prevedere patti chiari su chi gestisce le coltivazioni e su chi sostiene i costi agronomici.
Se lo sviluppatore fallisce o abbandona il progetto durante i lavori, la garanzia statale non risarcirà il proprietario per il ripristino delle zolle e la rimozione dei basamenti, a meno che nel contratto di diritto di superficie non sia stata pattuita un’autonoma polizza fideiussoria privata intestata direttamente al titolare della terra.
Cosa verificare subito nel contratto d’opzione
Per affrontare con serenità i prossimi mesi ed evitare che il proprio terreno rimanga bloccato senza corrispettivo economico, ogni proprietario terriero dovrebbe compiere quattro verifiche puntuali sul testo contrattuale già firmato.
Controlla nel contratto preliminare il termine ultimo concesso allo sviluppatore per esercitare il diritto di opzione e accertati se sono previste proroghe onerose con versamento di un’indennità per il tempo supplementare.
Invia una richiesta formale alla società energetica per farti trasmettere, entro la fine di ottobre 2026, la ricevuta telematica rilasciata dalla piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici a conferma dell’avvenuto deposito della fideiussione.
Prima di sottoscrivere l’atto notarile definitivo, esigi che la società depositi a tuo favore una fideiussione bancaria autonoma a copertura delle spese di smantellamento dell’impianto e di ripristino della destinazione agricola dei terreni.
Verifica le clausole relative alla continuità delle coltivazioni tra le file dei pannelli solari, specificando con chiarezza a chi spetti la gestione agronomica e come vengano tutelati i titoli e i contributi della Politica Agricola Comune.
Limiti della tutela statale e prossimi sviluppi
Le nuove disposizioni pubblicate a metà agosto chiariscono l’iter amministrativo per le garanzie, ma non eliminano tutte le incertezze operative che accompagnano la realizzazione degli impianti agrivoltaici sul territorio.
L’avvenuta presentazione della garanzia sul portale pubblico non costituisce una certezza assoluta sui tempi di avvio del cantiere. Anche in presenza di una fideiussione regolarmente accettata, la società energetica dovrà coordinarsi con i gestori di rete per la realizzazione della cabina elettrica e delle opere di allaccio, passaggi che possono richiedere ulteriori mesi di lavorazione prima dell’inizio effettivo degli scavi sui terreni.
Inoltre, il termine massimo di 24 mesi per l’entrata in esercizio decorre dalla stipula dell’accordo di concessione con l’ente statale. Durante questo intervallo temporale, il proprietario terriero deve monitorare con rigore l’adempimento di tutti gli obblighi contrattuali, attivando le tutele di recesso qualora la società non rispetti il calendario concordato.
Le prossime settimane saranno decisive per verificare la tenuta dei progetti selezionati. Tenere sotto controllo le scadenze del 15 settembre e del 15 ottobre permetterà agli agricoltori di distinguere le opportunità reali dalle iniziative prive di futuro, proteggendo il valore e la produttività dei propri terreni agricoli.
Fonti e documenti
- Gestore dei Servizi Energetici (GSE) — Pubblicazione schemi di garanzia per lo Sviluppo Agrivoltaico, 13 agosto 2026 — Modelli standard di fideiussione bancaria e polizza assicurativa per realizzazione e anticipazione su piattaforma GIGA.
- Gestore dei Servizi Energetici (GSE) — Regole Operative per la misura Agrivoltaico del PNRR, 31 luglio 2026 — Disciplina dei termini di realizzazione di 24 mesi e condizioni per il mantenimento degli incentivi.