Consiglio di Stato: la sola visibilità dei pannelli fotovoltaici da zone panoramiche o beni vincolati non giustifica il diniego paesaggistico. La Soprintendenza non può esprimere veti generici e deve bilanciare la tutela del paesaggio con la transizione energetica.
Il verdetto
La sentenza n. 4001/2026 del Consiglio di Stato frena i dinieghi automatici: i moduli solari non sono un danno visivo a priori e il parere contrario richiede prove puntuali.
Se i pannelli sono visibili ma integrati e schermabili, il diniego è illegittimo per difetto di istruttoria.
In presenza di vincoli storici monumentali occorre presentare misure di mitigazione cromatica e barriere verdi.
Il no resta legittimo solo se l’ente dimostra una lesione concreta e non risolvibile al contesto tutelato.
Perché la sola visibilità non giustifica il diniego
Nei procedimenti autorizzativi per impianti solari su terreni o coperture in zone sottoposte a vincolo, molti progetti subiscono battute d’arresto a causa dell’opposizione delle Soprintendenze. Spesso il parere negativo viene formulato con clausole generiche, motivando che i moduli sarebbero percepibili da visuali pubbliche, collinari o assi viari di pregio.
Con la sentenza n. 4001 depositata il 19 maggio 2026, la Sezione Quarta del Consiglio di Stato ha chiarito che questo approccio è contrario alla legge. I giudici hanno stabilito che i moduli fotovoltaici non possono essere considerati elementi sgradevoli o di disturbo a priori, ma costituiscono ormai un’evoluzione contemporanea necessaria per il Paese.
La sentenza sancisce due regole vincolanti per le amministrazioni:
- Assenza di gerarchia assoluta: la salvaguardia del paesaggio non cancella automaticamente l’interesse strategico nazionale alla produzione di energia pulita. L’autorità deve compiere un bilanciamento reale tra i due valori.
- Obbligo di valutazione delle mitigazioni: la Soprintendenza non può fermarsi al fatto che l’impianto si veda. Ha il dovere di esaminare i materiali antiriflesso, le colorazioni armonizzate, le siepi di mitigazione e la collocazione tecnica prima di poter esprimere un diniego motivato.
Tre verifiche operative per superare l’opposizione
Quando la Soprintendenza solleva obiezioni visive sul progetto, il proprietario del terreno e la società proponente possono tutelare l’investimento seguendo tre indicazioni pratiche:
Fonti e documenti
- Consiglio di Stato — Sezione IV, Sentenza 19 maggio 2026, n. 4001 — annullamento del diniego paesaggistico per difetto di istruttoria e insufficienza della mera visibilità dei moduli solari.
- Normattiva — Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Articolo 146 — procedimento di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e limiti del potere di parere.
Consiglio di Stato — Sentenza n. 4001/2026
Giustizia Amministrativa — Principio di bilanciamento tra tutela del paesaggio e transizione ecologica: la visibilità dei pannelli non costituisce motivo sufficiente di diniego.
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