Stop ai dinieghi automatici dei Comuni sui progetti di agrivoltaico

SEGNALE · VERIFICATO 26 SETTEMBRE 2026 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA

Giustizia Amministrativa: i Comuni non possono respingere a priori i progetti di agrivoltaico con delibere o regolamenti generici. Per chi concede la superficie agricola contano la perizia colturale, la continuità produttiva e l’istruttoria tecnica.

Il verdetto

Sentenza CdS 1208/2026 · Autorizzazioni Locali

I municipi devono valutare il piano colturale nel merito

I giudici amministrativi hanno chiarito che i Comuni non possono assimilare l’agrivoltaico al fotovoltaico standard a terra per emanare divieti a priori o moratorie generalizzate.

Riguarda te seSei un agricoltore o possiedi un terreno agricolo destinato ad agrivoltaico e riscontri l’opposizione del Comune.
ImpattoI veti generici dei Comuni sono illegittimi: l’ente locale deve motivare con perizia tecnica ogni rilievo.
Cosa fare oggiEsigi dallo sviluppatore un piano agronomico asseverato che certifichi le colture e il monitoraggio ecologico.
Cosa non significaNon scatta un’approvazione automatica: l’impianto deve garantire la reale continuità agricola.

Perché i veti comunali non possono fermare i progetti colturali

Con la sentenza n. 1208/2026, la Sezione Quarta del Consiglio di Stato (CdS) ha ribadito un principio fondamentale per chi possiede terreni agricoli: l’agrivoltaico non può essere equiparato al fotovoltaico a terra tradizionale.

Poiché i moduli sollevati o distanziati permettono la continuazione dell’attività agronomica e il pascolo, l’amministrazione comunale non può opporre divieti astratti contenuti nei regolamenti edilizi o nelle delibere di salvaguardia del paesaggio rurale. La normativa statale sulle FER (fonti energetiche rinnovabili) e il Decreto Legislativo 199/2021 tutelano espressamente la combinazione tra produzione energetica e colture.

Di conseguenza, il Comune che intenda esprimere un parere contrario ha l’onere di svolgere un’istruttoria puntuale. L’ente locale deve dimostrare in modo documentato e con rilievi tecnici per quale ragione specifica il piano agronomico presentato non sarebbe compatibile con l’area interessata.

Checklist per l’agricoltore: 3 passaggi per blindare la pratica

Per proteggere l’accordo preliminare ed evitare che le resistenze del municipio ritardino l’avvio del canone di superficie, è opportuno verificare tre passaggi chiave:

1
Pretendi la relazione agronomica asseverata: Accertati che il progetto depositato per la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata, il permesso comunale) o per la AU (Autorizzazione Unica regionale) contenga un piano colturale firmato da un agronomo abilitato, con l’indicazione precisa delle specie seminate e dei macchinari impiegati.

2
Verifica i regolamenti edilizi del Comune: Chiedi al tecnico di verificare se il municipio ha approvato delibere ostative che contrastano con la legge statale, così da preparare subito le memorie difensive.

3
Inserisci la clausola di tutela nel contratto: Impegna la società energetica a sostenere i costi di eventuali memorie legali contro i dinieghi illegittimi del Comune senza sciogliere unilateralmente il preliminare.

Fonti e documenti

  1. Consiglio di Stato — Sentenza Sezione Quarta n. 1208/2026 (PDF) — Copia integrale della pronuncia sull’illegittimità dei dinieghi preventivi all’agrivoltaico basati su generici timori paesaggistici.
  2. Normattiva — D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 199 — Disposizioni in materia di energia da fonti rinnovabili e aree idonee.
  3. Gestore dei Servizi Energetici (GSE) — Regole operative per lo sviluppo agrivoltaico — Requisiti tecnici e continuità dell’attività agricola per gli impianti agrivoltaici.
APrimaria

Sentenza Consiglio di Stato n. 1208/2026 e D.Lgs. 199/2021

Giustizia Amministrativa — Pronuncia ufficiale sui limiti alla discrezionalità dei Comuni, tutela della coesistenza agronomica e validità dei piani colturali.

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